9 gennaio 2017

A postcard from OCCOQUAN

Occoquan, adagiata sulle rive dell'omonimo fiume, appare sorniona ed elegante. In qualsiasi stagione la si visiti ha un centro storico che difficilmente lascia delusi i turisti, anzi lo stile romantico ne accompagnerà piacevolmente il ricordo. Non inserita nelle tradizionali mete turistiche, che ogni anno portano turisti da tutto il mondo in America, ma come tour leader (....accompagnatrice turistica, meglio no :) vi stra-consiglio se da Washington DC vi spingete verso sud. In poco meno di mezz'ora, traffico permettendo incluso il fine settimana, sarete immersi in un'atmosfera dai tocchi british, per i suoi negozi e la natura verdeggiante che la circonda.
Già nota come villaggio indiano e sucessivamente fiorente colonia britannica, Occoquan richiama in ogni mese dell'anno tantissimi turisti per le fiere e gli eventi che si svolgono nel centro storico. Negozi, ristoranti vista fiume, il porticciolo, una folta comunità di artisti ed interessanti monumenti storici sono le attrattive che fanno apprezzare questa cittadina iscritta nella lista dei luoghi nazionali storici dell'America.

Una sosta da THE GOLGEN GOOSE non può mancare, per i suoi celebri addobbi natalizi che, durante tutto l'anno, abbelliscono uno dei negozi più visitati e amati della città.

Dopo tanto girare, una tappa golosa non può mancare! In estate le temperature nello stato della Virginia sono gerenalmente molto calde e con notevole umidità, un'ottimo l'indirizzo quindi per un buon gelato è sicuramente WOLFE AND BEANE; questa gelateria che è stata tra le preferite della mia pupa durante il nostro soggiorno americano, quando capitavamo ad Occoquan una sosta qui in mancava mai. Se, invece, la stagione è meno calda e amate il tè con qualche dolcetto, non dimenticate di far visita a THE SECRET GARDEN in perfetto mood anglosassone
Per ripercorrere l'antico stile di vita di Occoquan, un giro al MILL HOUSE MUSEUM, permette di osservare all'interno dello storico mulino tanti oggetti d'epoca che danno vita al piccolo ma grazioso museo etnografico della città. Gentili guide ne animano ogni giorno le stanze, illustrando gratuitamente usi, costumi e aneddoti. L'ingresso è libero, proprio per la grande disponibilità e gentilezza nel rispondere a tutte le domande dei visitatori, la mancia è sempre comunque gradita.
Prima di far ritorno in centro, a due passi dal Mill House Museum, una divertente passeggiata sul ponte pedonale permette di attraversare il fiume Occoquan e di osservare le CASCATE che qui si formano. Non hanno nulla a che vedere con quelle ben più famose al confine con il Canada, ma vale la pena spingersi fino a qui per rendersi conto del notevole volume idrico spostato quotidianamente e dei conseguenti giochi d'acqua che la potenza crea.


Ritornando sui propri passi in direzione del centro sicuramente noterete al lato del marciapiede, grazie ad una targa e ad una singolare grata, l'HISTORIC CARBIBE BUNKER. Risalente al 1914 si tratta di un rifugio in cemento utilizzato per conservare il carburo. Questo minerale poco costoso ma incline a esplosioni, era utilizzato per l'illuminazione nelle zone rurali non servite da eletricità durante i primi anni del 20° secolo. Il carburo e l'acqua, erano soliti essere mescolati per formare il gas acetilene, con il quale venivano illuminate le strade di Occoquan.
Gli eventi sono sempre numerosi, l'ultimo fine ettimana di settembre di ogni anno, ad esempio, c'è il FALL ARTS AND CRAFTS SHOW. Due giorni dedicati all'arte e all'artigianato, con più di trecento banchi, popolano le strade del centro storico. I visitatori sono sempre tanti (lo scorso anno c'eravamo anche noi, a sinistra nella foto marito e figlia che sgranocchiano pop corn!) alla ricerca dei migliori oggetti da regalare o per abbellire la propria casa. Tra i miei preferiti della scorsa edizione: un laboratorio a cielo aperto per personalizzare con tanti colori un foulard di seta e tanti simpatici porcellini in legno per il giardino. 
Ed è tutto sul mio indimenticabile giro ad Occoquan! Da dove vi spedirò la mia prossima cartolina? Dall'America o dall'Europa? Non vi resta che seguirmi per scoprirlo :)
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Testo e foto: B.Bovio @iBlocNotes
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