8 aprile 2016

National Air and Space Museum / Museum 01

Chantilly, VIRGINIA - USA


Proprio in questi giorni riflettevo sull'importanza che i musei ricoprono per una città o uno stato. Conservazione e divulgazione, un concetto che ho avuto modo di fare mio fin dalla più tenera età, grazie all'aiuto dei miei genitori che mi hanno da sempre portato a visitarli. Una passione che non mi ha più abbandonato e che, con grande orgoglio, ho trasmesso anche a mia figlia. Ora è lei che nel fine settimana ci chiede di accompagnarla a visitarne uno dove ancora non siamo stati o dove le piacerebbe ritornare. Quanti ne avrò visti tra lavoro, viaggi e vita nomade? Sinceramente non li ho mai contati, ma la curiosità di quantificarli è tanta! 

Attraverso Museum li ripercorrerò un pò tutti tra America ed Europa; quali sono, invece, quelli che avete visitato e che vi sono più piaciuti?
I musei americani sono sempre molto affascinanti per il loro modo innovativo di esporre le collezioni, gli spazi ampi e luminosi, la stragrande possibilità di interazione e, per molti, di fruizione gratuita che rende il sapere alla portata di tutti.

Come ormai sapete abito non lontano da Washington DC, dove ha sede lo Smithsonian Institution che con i suoi 19 musei dislocati anche in altri stati, non solo qui in Virginia, rappresenta il più grande complesso museale al mondo.
Il National Air and Space Museum di Chantilly, si trova non lontano dall'Aeroporto Internazionale di Washington-Dulles. Questo museo è composto da due hangar, con una superficie complessiva di 71 mila metri quadrati, dove sono esposti ben 150 modelli di aerei. Inaugurato nel 2003 durante la celebrazione del centenario del primo e leggendario volo compiuto, nel 1903, dai fratelli Wright, costituisce un'estensione alla sede museale di Washigton DC sul National Mall. Entrambi contano di 20 mila oggetti esposti e sono ad ingresso gratuito. Un vero e proprio viaggio alla scoperta dell'aviazione. 
Tantissimi sono i reperti famosi che hanno lasciato il segno nella storia, non solo di quella americana. Dal supersonico Concorde al bombardiere Enola Gay, il biplano a carrello fisso Pitts Special "Little Stinker" con cui Betty Skelton negli anni '50 vinse per ben due volte il Campionato Femminile Aerobatico Internazionale. Non solo aerei, ma anche razzi, missili, satelliti e altri veicoli spaziali. Tutti i reperti mi hanno affascinato perchè sapientemente esposti e restaurati però, come potete vedere dalle foto, la navicella spaziale Discovery mi ha letteralmente fatto sognare ad occhi aperti. Nello spazio ha trascorso 365 giorni, 12 ore, 53 minuti, 34 secondi e vederla, sulla terra, ad un palmo dal naso appare ancora più imponente di quando si vede nei filmati.

Vale la pena fare un pò di coda per visitare la torre di controllo, che dà la possibilità di ammirare un panorama a 360 gradi sulla zona circostante, se la giornata non è grigia, con gli aerei che decollano e atterrano dall'aeroporto Washington-Dulles. Come in molti musei americani, la conservazione delle collezioni è live: i ricercatori, infatti, lavorano a vista, non curandosi minimamente degli sguardi attenti dei visitatori. Al di là di un vetro forniscono un'anteprima sui progetti di restauro in corso, che andranno ad essere poi successivamente esposti. 
Tantissime poi le teche con le uniformi militari e civili, che attirano sempre l'attenzione dei più piccoli. E prima di andare via l'emozione di un giro, senza decollo, su di un Cessna: io ai comandi e la mia piccola (peste) all'interfono :) . 
Arrivederci alla visita del prossimo museo!
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Testo: B.Bovio
Foto: 1, tutte le altre di B.Bovio
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